Otranto il Girasole


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La storia di Otranto


LA CITTA' DI OTRANTO

Otranto è la città posizionata più ad oriente d’ Italia. Questa speciale condizione topografica, ha portato dei vantaggi e anche degli svantaggi alla città nel corso della storia. Recenti scoperte archeologiche testimoniano che Otranto conserva alcune tra le più primitive testimonianze di rapporti con le popolazioni dell’ area egea. Tracce di insediamenti che risalgono ad un periodo che va dal XIII al XI Dopo Cristo, sono state rinvenute nei pressi della chiesetta di San Pietro nel pieno centro storico di Otranto. La posizione prettamente favorevole per gli scambi commerciali, ha permesso ad Otranto il contatto con il mondo Ellenico e questo ha comportato una evoluzione più rapida del popolo talentino. Ne è prova l’ importante ipogeo delle Cariatidi di Vaste risalente alla seconda metà del IV secolo Avanti Cristo.

L’origine del nome della città di Otranto è molto antico. Si ritiene che derivi da Hydruntum, un fiumicello che attraversa la valle dell’ Idro. Si ritiene inoltre che il nome possa derivare da Odronto che in quei tempi indicava un’ altura a ridosso del porto.

LA CATTEDRALE


La Cattedrale di Otranto fu edificata nel 1088 sulle basi di un tempio preesistente e consacrata al culto nello stesso anno, durante il papato di Urbano II.

La Cattedrale concilia armoniosamente elementi bizantini, romanici e gotici. Sulla facciata si può notare un portale barocco risalente al 1764 ed un rosone di epoca rinascimentale formato da 16 colonnine in pietra leccese disposte intorno ad un nucleo in stile gotico.

Il tetto è ricoperto in legno con particolari decorazioni dorate mentre l’interno, composto da colonne in granito e marmo che dividono la Cattedrale in 3 navate, è noto per ospitare affreschi sulle pareti in stile bizantino e una cripta del XI secolo di grande valore storico artistico.

La cripta si divide in 9 navate e 72 colonne con capitelli in stile ionico, corinzio, bizantino ed islamico ed è accessibile tramite due scalinate situate all’interno cattedrale.
l’ elemento più importante dell’intera Cattedrale è senz’altro è il Mosaico Pavimentale raffigurante “l’Albero della Vita”, che ricopre tutta la navata principale. Il mosaico fu realizzato dal monaco Pantaleone e si compone di oltre 600.000 pezzi di composizione calcarea.
L’ elemento più importante dell’intera Cattedrale è senz’altro è il Mosaico Pavimentale raffigurante “l’Albero della Vita”, che ricopre tutta la navata principale. Il mosaico fu realizzato dal monaco Pantaleone e si compone di oltre 600.000 pezzi di composizione calcarea.

IL MOSAICO PAVIMENTALE

Il mosaico pavimentale della Cattedrale di Otranto, tra le opere d’arte più celebri del Salento, è stato realizzato tra il 1163 ed il 1165 dal monaco Pantaleone facente parte dell’Abbazia di San Nicola di Casole a Otranto. La firma dell’autore è incisa nella parte inferiore dell’ “opera” vicino all’ingresso principale della Cattedrale, più precisamente non all’ interno della Chiesa ma all’esterno, subito dopo la soglia della porta. Un dettaglio che ancora oggi fa riflettere lasciando aperti dibattiti a proposito.

Realizzato con dei tasselli di calcare, il mosaico si estende per circa 16 metri e ricopre per intero il pavimento. Nella parte centrale raffigura un albero, con i rami del bene e del male, considerato fino a poco tempo fa, la rappresentazione dell’albero della vita. Le altre raffigurazioni – quasi globalmente – sono tratte, invece, dall’ antico testamento, sebbene alcuni elementi siano completamente fuori dal contesto.
Sull’altare maggiore è raffigurato Bisanzio, con un’ insieme di cerchi che racchiudono figure umane e animali.
La parte che riguarda il presbiterio, raffigura dapprima Adamo ed Eva mentre vengono cacciati dal paradiso terrestre e poi Re Artù che monta un caprone con in mano uno scettro curvo – totalmente in disuso in quel tempo.

Proseguendo troviamo il gatto di Losanna, con accanto Caino con in mano un bastone ed Abele quasi inginocchiato per il dolore inferto da Caino. Sulla parte superiore dell’albero, in corrispondenza della cupola vi è raffigurato il Demonio sottoforma di serpente, collocato tra Adamo ed Eva.

Scendendo più in giù troviamo la raffigurazione dei dodici mesi dell’ anno, formati da dodici cerchi decorati come una cornice, con all’interno i dodici mesi dell’anno. Per ogni mese viene raffigurato un tema. Più in basso ci si imbatte nella raffigurazione del diluvio universale con la mano di Dio che impartisce ordini a Mosè inginocchiato al suo cospetto, ed affianco la costruzione dell’Arca con la salita degli animali sulla stessa.
Subito dopo “si incontrano” degli umani che stringono tra le mani un ramoscello di ulivo, simbolo della fine del diluvio e il ritorno alla pace. La base del mosaico è rappresentata da un albero privo di radici, sorretto da due elefanti.

Dalla descrizione delle differenti raffigurazioni, piuttosto articolate e complesse, si può comprendere quanto il mosaico, tuttora, sia di difficile decifrazione Resta quasi avvolto in un mistero che contribuisce a renderlo ancora più affascinante agli occhi dei visitatori.



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